Website Activity Damiani S.p.A.
 
(Marzo/2009)
ASSO DI PICCHE
 
al ponte di comando


Guido Grassi Damiani
, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Damiani, ha annunciato che: ”nei momenti difficili sono tutti obbligati a fare ottimizzazioni, soprattutto su quei costi che non hanno un impatto immediato sulla top line. Credo che sia giusto dare il buon esempio, proprio a partire dal management”.
L’obbiettivo dichiarato è quello di ridurre il costo dei Cda del gruppo almeno del 10%.
Che in momenti di crisi come questo il taglio dei costi sia necessario è evidente, che il buon esempio debba venire dall'alto è auspicabile, va, tuttavia, preso per quello che è, ovvero, niente più che un provvedimento più efficace dal punto di vista dell'immagine che dei costi.

Sempre “nell’ottica del contenimento dei costi per fronteggiare il difficile contesto economico” il Gruppo Bulgari ha deciso di non sostituire il dimissionario CFO, ma di affidare la Direzione Centrale Amministrazione Finanza e Controllo, all’attuale Direttore Centrale del Personale Organizzazione e Sistemi Informatici, che vedrà, quindi, aumentarsi il lavoro, ma non presumibilmente lo stipendio.
In questo caso, tuttavia, il Mercato non sembra proprio aver apprezzato tanto che il titolo dall'annuncio dell'uscita del manager alla conseguente ridistribuzione delle deleghe, ha perso ben il 5%.

--------------------------------------- @ ---------------------------------------

Per dovere di cronaca, va detto che la prima Società a ridurre il CDA per contenere i costi è stata l'Aicon che ha, non solo ridotto il numero dei Consiglieri, ma ha praticamente rinnovato 3/5 del CDA (del vecchio Consiglio sono, infatti, stati riconfermati solo il Presidente e principale azionista Pasquale Siclari e Angelo Sidoti).
Una decisione questa, tuttavia, che porta, comunque, ad alcune riflessioni.

Secondo questa impostazione, infatti, il Consiglio, o almeno alcuni Consiglieri, rappresentano per la società dei costi e, quindi, come tali, in momenti di crisi, vanno “tagliati”. Se così fosse ha assolutamente ragione chi sostiene che i CDA servono solo per dare poltrone, ma non forniscono alcun contributo attivo alla società. Inutile, quindi, parlare di Consiglieri Indipendenti, dei vari Comitati ecc, ecc.

Se, invece, i Consigli servono per dotare la società delle necessarie competenze affinchè la stessa sia guidata al meglio, allora ridurre il numero di Consiglieri in momenti di crisi è come togliere i timonieri durante una tempesta.

La riduzione dei Consiglieri, quindi, potrebbe essere interpretata come:

1) fino ad oggi sono state "sprecate" risorse economiche dotando il CDA di un numero di Consiglieri superiore a quello necessario.

2) Pur di risparmiare la società preferisce rinunciare a competenze comunque necessarie.

Ognuno è libero di pensarla, ovviamente, come vuole, certo è che a questo punto tanto varrebbe affidare la Società ad un Amministratore Unico, un solo socio, quindi, al ponte di comando.