La
Fastweb sembrerebbe proprio andare contro
tendenza: in uno scenario che si tinge di nero per quasi tutte
le società quotate Stefano Parisi
sembra, invece, essere uno dei pochi amministratori delegati
che possa vantare un 2008 in utile.
Il
conto economico consolidato ha, infatti, consuntivato quanto
segue:
| ML |
2008 |
2007 |
| Ricavi
operativi |
1.708,1 |
1.433,2 |
| EBITDA |
640,0 |
544,4 |
| EBITDA
RESTATED |
547,7 |
480,3 |
| EBIT |
134,3 |
98,3 |
| Risultato
di Periodo |
6,1 |
(124,7) |
I
Ricavi consolidati sono aumentati del 19% ben al di sopra
del target fissato per il 2008 che era del 14%. Pare che la
performance della Business Unit Executive abbia avuto un rimbalzo
del 41% (circa 671 ML) grazie, soprattutto, agli importanti
contratti con la Pubblica Amministrazione (che hanno "contribuito
in misura significativa") e all'acquisizione di
clienti "corporate" tra i quali Lottomatica,
Coin, Allianz e Unicredit.
L'EBITDA
ha registrato una crescita del 34%, ma se si depura di una
posta straordinaria di circa 30ML realizzata nel secondo trimestre
2008 la crescita si riduce sensibilmente al 26%.
L'EBIT è positivo per 134 ML rispetto ai 98 ML dell'anno
precedente, un incremento del 37% che si riduce a solo il
6,1% se depurato della "posta straordinaria".
Si legge nel comunicato stampa del 4 marzo u.s. che la Società
"beneficia di contratti di finanziamento stipulati
con la Capogruppo Swisscom, con termini e condizioni molto
favorevoli rispetto all'attuale situazione del mercato".
Verrebbe da pensare "meno male!" perchè
se non fosse così probabilmente l'incremento degli
oneri finanziari che erano pari a 67,5 ML nel 2007, mentre,
sono pari a 86,3 ML nel 2008 (+30%) avrebbe avuto un impatto
ben più importante sui conti della società.
L'incremento
degli oneri è imputabile, ovviamente, all'aumento dell'indebitamento
netto che salda in negativo nel 2008 a circa 1.457 ML contro
i 1.265 ML del 2007, determinato dal pagamento a Swisscom
di un debito "nato a seguito del differimento del
pagamento della quota di competenza della controllante in
merito alla distribuzione della riserva sovrapprezzo azioni
per un importo pari a 246,04 ML" e convertito in
un "contratto di finanziamento con scadenza 2012".
Si precisa che il Patrimonio Netto Consolidato ammonta, però,
solo a 910, ML.
Si
legge, inoltre, sempre nel comunicato stampa che è
stato "raggiunto per la prima volta un risultato
netto positivo rispetto a un risultato netto megativo di 125
ML nel 2007". Il Risultato di Periodo è,
infatti, pari a 6,1 ML nel 2008, ma beneficia di una riduzione
consistente dell'imposizione fiscale che "pesa"
nell'esercizio per 41,9 Ml contro i 155,5 ML dell'anno precedente.
Se la "politica fiscale" non fosse stata
così "prudente" nel 2007, il Risultato
sarebbe probabilmente stato in linea con quello dell'anno
precedente.
Nessun accenno, inoltre, a distribuzioni di dividendo, evidentemente
sono troppi ancora i debiti da onorare prima di pensare alla
remunerazione degli azionisti.
Stefano
Parisi ha confermato i target per il 2009, anzi "prevede
un significativo aumento della quota di mercato",
ponendosi un obiettivo del 20% che ritiene "facilmente
raggiungibile".
Essere ottimisti non guasta mai, ma fa riflettere che qualche
giorno dopo la diramazione del Comunicato stampa sui "target
2008" sulla scia del quale il titolo aveva ripreso
quota, ecco arrivare la scure sia di Deutsche Bank
che di Ubs, le quali hanno provveduto
ad adeguare i rating su Fastweb revisionandoli al ribasso.
Deutsche Bank ha ridotto l'indicazione da "buy"
a "hold" perchè "ha già
portato a casa le performance", mentre, Ubs ha declassato
la Società da "neutral" a "sell"
con un target price a 17 euro "per motivi valutativi".
In
una intervista Parisi ha affermato che "uno dei pilastri
delle nostre linee guida è stato e continuerà
ad essere la soddisfazione nel modo più completo ed
economico possibile, delle esigenze del cliente".
Encomiabile obiettivo se solo pensasse di tenere in debito
conto anche di quelle degli azionisti di minoranza, ovvero
di quel 18% che poco o meglio nulla può influire sulle
scelte della società, ma che è soggetto agli
umori della Swisscom in odore di "delisting"
che però non ha mai confermato.
Forse
Fastweb è sempre "un passo avanti",
di certo, i piccoli azionisti sono sempre "un
passo indietro"!
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