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(Marzo/2009)
Fastweb S.p.A.
"un passo indietro!"

La Fastweb sembrerebbe proprio andare contro tendenza: in uno scenario che si tinge di nero per quasi tutte le società quotate Stefano Parisi sembra, invece, essere uno dei pochi amministratori delegati che possa vantare un 2008 in utile.

Il conto economico consolidato ha, infatti, consuntivato quanto segue:

ML
2008
2007
Ricavi operativi
1.708,1
1.433,2
EBITDA
640,0
544,4
EBITDA RESTATED
547,7
480,3
EBIT
134,3
98,3
Risultato di Periodo
6,1
(124,7)

I Ricavi consolidati sono aumentati del 19% ben al di sopra del target fissato per il 2008 che era del 14%. Pare che la performance della Business Unit Executive abbia avuto un rimbalzo del 41% (circa 671 ML) grazie, soprattutto, agli importanti contratti con la Pubblica Amministrazione (che hanno "contribuito in misura significativa") e all'acquisizione di clienti "corporate" tra i quali Lottomatica, Coin, Allianz e Unicredit.

L'EBITDA ha registrato una crescita del 34%, ma se si depura di una posta straordinaria di circa 30ML realizzata nel secondo trimestre 2008 la crescita si riduce sensibilmente al 26%.
L'EBIT è positivo per 134 ML rispetto ai 98 ML dell'anno precedente, un incremento del 37% che si riduce a solo il 6,1% se depurato della "posta straordinaria".

Si legge nel comunicato stampa del 4 marzo u.s. che la Società "beneficia di contratti di finanziamento stipulati con la Capogruppo Swisscom, con termini e condizioni molto favorevoli rispetto all'attuale situazione del mercato". Verrebbe da pensare "meno male!" perchè se non fosse così probabilmente l'incremento degli oneri finanziari che erano pari a 67,5 ML nel 2007, mentre, sono pari a 86,3 ML nel 2008 (+30%) avrebbe avuto un impatto ben più importante sui conti della società.

L'incremento degli oneri è imputabile, ovviamente, all'aumento dell'indebitamento netto che salda in negativo nel 2008 a circa 1.457 ML contro i 1.265 ML del 2007, determinato dal pagamento a Swisscom di un debito "nato a seguito del differimento del pagamento della quota di competenza della controllante in merito alla distribuzione della riserva sovrapprezzo azioni per un importo pari a 246,04 ML" e convertito in un "contratto di finanziamento con scadenza 2012". Si precisa che il Patrimonio Netto Consolidato ammonta, però, solo a 910, ML.

Si legge, inoltre, sempre nel comunicato stampa che è stato "raggiunto per la prima volta un risultato netto positivo rispetto a un risultato netto megativo di 125 ML nel 2007". Il Risultato di Periodo è, infatti, pari a 6,1 ML nel 2008, ma beneficia di una riduzione consistente dell'imposizione fiscale che "pesa" nell'esercizio per 41,9 Ml contro i 155,5 ML dell'anno precedente.

Se la "politica fiscale" non fosse stata così "prudente" nel 2007, il Risultato sarebbe probabilmente stato in linea con quello dell'anno precedente.
Nessun accenno, inoltre, a distribuzioni di dividendo, evidentemente sono troppi ancora i debiti da onorare prima di pensare alla remunerazione degli azionisti.

Stefano Parisi ha confermato i target per il 2009, anzi "prevede un significativo aumento della quota di mercato", ponendosi un obiettivo del 20% che ritiene "facilmente raggiungibile".
Essere ottimisti non guasta mai, ma fa riflettere che qualche giorno dopo la diramazione del Comunicato stampa sui "target 2008" sulla scia del quale il titolo aveva ripreso quota, ecco arrivare la scure sia di Deutsche Bank che di Ubs, le quali hanno provveduto ad adeguare i rating su Fastweb revisionandoli al ribasso.
Deutsche Bank ha ridotto l'indicazione da "buy" a "hold" perchè "ha già portato a casa le performance", mentre, Ubs ha declassato la Società da "neutral" a "sell" con un target price a 17 euro "per motivi valutativi".

In una intervista Parisi ha affermato che "uno dei pilastri delle nostre linee guida è stato e continuerà ad essere la soddisfazione nel modo più completo ed economico possibile, delle esigenze del cliente". Encomiabile obiettivo se solo pensasse di tenere in debito conto anche di quelle degli azionisti di minoranza, ovvero di quel 18% che poco o meglio nulla può influire sulle scelte della società, ma che è soggetto agli umori della Swisscom in odore di "delisting" che però non ha mai confermato.

Forse Fastweb è sempre "un passo avanti", di certo, i piccoli azionisti sono sempre "un passo indietro"!