Molto
contestata fin dal suo sbarco in Borsa, oggi Saras
può vantare il privilegio – certamente non trascurabile
– di avere ottenuto il consenso degli analisti di ben
14 banche: City ha indicato un target price
di 4,11 euro, Santander di 3,21 e Credit
Suisse, più parca, di 2,53
euro!
La seguente tabella riporta i principali indicatori economici
del gruppo al 31 dicembre e dalla loro uscita il titolo in
Borsa è scivolato a 2,30 euro:
| Milioni
di Euro |
2008 |
2007 |
| |
|
|
| Ricavi |
8.673 |
6.699 |
| EBITDA |
256,6 |
760,1 |
| EBITDA
comparable |
673,3 |
587,3 |
| EBIT |
88,7 |
508,8 |
| EBIT
comparable |
505,4 |
423,7 |
| Utile
NETTO |
61,8 |
322,7 |
| Utile
NETTO adjusted |
327,1 |
249,6 |
La
performance dei ricavi è veramente ragguardevole, sono,
infatti, aumentati del 29% passando da 6.699 ML del 2007 agli
8.673 ML del 2008. L’EBITDA comparabile (ovvero calcolato
secondo i principi IFRS, corretto per poste non ricorrenti
e valutando gli inventari petroliferi al LIFO che non include
rivalutazioni e svalutazioni) registra un aumento del 15%.
L’EBITDA reported invece registra un -66%.
Così pure l’EBIT comparable registra un aumento
del 19% mentre quello reported una diminuzione dell’81%.
L’Utile
netto reported passa dai 322,7 ML del 2007 ai 61,8 ML, mentre,
quello adjusted, ovvero, corretto per la differenza tra inventario
a LIFO e FIFO, dopo le imposte, poste non ricorrenti ecc.,
registra un aumento del 31% passando dai 249,6 ML del 2007
ai 327,1 ML del 2008.
A
pesare sui valori reported sono stati 165 ML di proventi da
“rivalutazione degli inventari” registrati
nel 2007 a cui sono corrisposti circa 310 ML della stessa
voce nel 2008 a causa della contrazione dei prezzi dei prodotti
petroliferi.
A
fronte di quanto sopra verrà corrisposto agli azionisti
un dividendo pari a 0,17 euro per azione, pari ad un “pay
out ratio” del 48%, di cui buona parte finirà,
ovviamente, nelle tasche della famiglia Moratti.
Nonostante
il plauso degli analisti e buoni risultati ottenuti il titolo
è, comunque, scivolato in Borsa perdendo in un paio
di sedute circa il 3%.
Quello che probabilmente non convince è l’esorbitante
incremento della PFN che era negativa per circa 27 ML nel
2007 passando ai -333 ML del 2008.
Si legge nel Comunicato stampa del 24 febbraio 2008 che annuncia
i dati pre-consuntivi del 2008 che gli investimenti nell’anno
sono stati pari a 257 ML, ma l’incremento della PFN
è dovuto principalmente al “pre-pagamento
di crediti sulla CO2, ai maggiori stoccaggi operativi ed obbligatori”,
al pagamento della cedola 2007 e, inoltre, in misura meno
importante all’acquisizione del 30% dei parchi Eolici
Ulassai (PEU) che, però, nel 2008 hanno registrato
delle performance inferiori alle attese con un EBITDA comparabile
in riduzione del 45% rispetto a quanto consuntivato nel 2007.
L’acquisizione
di azioni proprie ha poi inciso sulla PFN per circa 70,4 ML,
pari a circa il 23% dell’incremento registrato rispetto
all’anno scorso.
Si sottolinea che nel corso dell’assemblea del 29 aprile
2007 il Presidente Gianmarco Moratti aveva
sottolineato che “il consiglio stante la crisi finanziaria
in atto ha ritenuto più conveniente per la società
utilizzare gli utili prodotti per acquistare azioni proprie
piuttosto che rischiare in acquisizioni in partecipazioni
in altre società che al momento non offrono le garanzie
necessarie”.
Tutto sommato neanche la SARAS può vantare di fornire
“le garanzie necessarie” per un proficuo
investimento: nel 2008 le n. 22.787.703 azioni proprie, infatti,
sono state acquistate ad un prezzo medio di 3,089 per un controvalore
di circa 70,4 ML più gli oneri finanziari. Attualmente
il titolo è quotato a circa 2,30, pertanto la perdita
di valore è ad oggi pari a 5,5 ML (oneri finanziari
esclusi)! Dati di Borsa confermano una perdita di circa il
35% del valore della quotazione nel corso dell’ultimo
anno.
Sempre
nel corso della stessa assemblea il Presidente aveva affermato
che: “in un periodo di recessione profonda le società
che potranno sopravvivere sono soltanto quelle senza debiti
e con un patrimonio importante, e anche per tale motivo è
stata proposta l’acquisizione di azioni proprie”.
Fa riflettere, quindi, la politica perseguita da SARAS dell’
“eccezionale” ricorso all’indebitamento
nel 2008 e ancora di più la strategia di “aumentare
il patrimonio” ricorrendo alla leva finanziaria!
Un controsenso indecifrabile!
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