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Con
un lungo articolo su "Libero" del
23 u.s. Oscar Giannino ripercorre, almeno
secondo il suo punto di vista, tutto il percorso della vicenda
che ha interessato, per anni, molta stampa. Le conclusioni
dei PM sono state riprese dalla maggioranza dei quotidiani
tutti impegnati, nei titoli, a sottolineare le responsabilità
"oggettive" di Telecom,
ma, anche, la totale non responsabilità di Tronchetti
- all'epoca Amministratore Delegato - e di Buora
- all'epoca Direttore Generale.
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Coinvolta
la Società, dunque, ma non i suoi vertici per i quali
si configura l'ipotesi di costituzione di parte civile per
i danni subiti e subenti all'immagine della Telecom. Il tutto
è condito da una serie di indagini da parte dei PM,
durante le quali - così pare - sono stati sentiti con
ampi interrogatori Tronchetti e Buora.
Visto
dall'esterno Tronchetti e Buora sono stati, dunque, quanto
meno, incapaci di seguire ciò che avveniva nella Società,
venendo mano ad un loro preciso dovere.
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Riportiamo
alcuni passi dell'articolo di Giannino intitolato "Tronchetti
fu parte lesa":
"Che cosa dice, dunque, la conclusione dell'indagine?
Intanto che per tantissimo tempo abbiamo parlato di intercettazioni
che non c'erano, visto che le attività illecite erano
di dossieraggio, comunque assai gravi e comunque estese a
migliaia di file. Poichè Marco Tronchetti Provera e
Carlo Buora che ne era braccio operativo, non sono stati indagati
mai nel corso di tutti questi anni".
"Dunque se Tronchetti e Buora sono parte lesa e non indagati,
vuol dire che a giudizio dei pm gli atti gravi avvenuti in
Telecom Italia di cui si tratterà a processo sono avvenuti
a totale disconoscenza dei manager. Le richieste che riguardano
Telecom e Pirelli a seguito della legge 231 sono meri atti
dovuti, in presenza di reati compiuti da dirigenti o dipendenti
di ogni azienda: le imprese in questione devono documentare
quali procedure fossero messe in atto secondo la legge, per
impedire che quei reati si compissero".
"Ma Tronchetti ne è stato vittima, non attore".
"Vittima perchè l'onore scalfito e il controllo
perduto di una grande impresa non sono cose facili, da ristorare".
Si
lasciano ad Oscar Giannino le considerazioni e le conclusioni
alle quali è pervenuto, esposte con la consueta lucidità
di giornalista economico.
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Sullo
stesso argomento sono stati scritti numerosi articoli, tutti
con approfondimenti, secondo il punto di vista del Redattore
chi pro e chi contro i presunti responsabili.
Lunedì
21 luglio u.s. "La Repubblica",
pubblica la prima parte di una lunga intervista di Giuseppe
D'Avanzo a Tavaroli.
Tavaroli racconta i suoi rapporti con i vertici Pirelli e
sostiene - pertanto - che i vertici della Società erano
a conoscenza della sua attività.
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Quella
di Telecom sulle intercettazioni è una "storia"
che provoca e provocherà molte sorprese e che presenta
ancora molti aspetti tutti da chiarire, chiamando in causa
i "personaggi" di alto rilievo.
Lo
spazio che ogni giorno la stampa dedica all'argomento ne è
conferma.
Ci
si augura che la "vicenda" possa trovare
chiarezza nel Palazzo di Giustizia.
Meglio
presto che tardi!
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