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Dopo
gli attacchi nell'assemblea delle Generali,
il Fondo Algebris torna allo scoperto per
criticare alcune scelte operative delle Generali. In particolare,
si contestano, gli investimenti in Telco
(ritenuti rischiosi) ed in Carige stimati
non coerenti con la filosofia della Compagnia.
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Una
nota su "Finanza e Mercati"
del 19 luglio contesta, in qualche misura, in modo puntuale
che la responsabilità della gestione - come in tutte
le società quotate - è del Consiglio nella sua
autonomia.
Il
problema non è quello di chi detiene e/o esercita il
potere, ma quello del diritto delle minoranze di far sentire
e sostenere il proprio punto di vista su scelte degli Amministratori.
E'
del tutto ovvio che chi dirige una Società è
il Consiglio - nell'ambito delle direttive delle assemblee
- ma è indubbio che chi dissente possa e debba sostenere
la propria opinione, e farla pervenire alla Presidenza e agli
Amministratori.
E'
nella analisi di questi Organi valutare il fondamento dei
rilievi e, se nel caso, tenerne conto nella gestione.
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La
posizione di Algebris può essere uno spunto di riflessione
anche, e soprattutto, per i Consiglieri indipendenti, sollecitandone
l'iniziativa critica sulle decisioni alle quali concorrono.
E',
dunque, chiaro che ogni società è gestita dai
propri Amministratori, ma è, altrettanto, chiaro l'inviolabile
diritto delle minoranze di esporre i propri rilievi con l'aspettativa
che chi comanda approfondisca i fondamenti.
"Milano
e Finanza" titola la nota :"A
ciascuno il suo". Purchè sia così!
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