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L'ABI
e le Banche in genere proclamano l'adozione di politiche e
strategie all'insegna del motto "patti chiari nel
presentarsi ai clienti attuali e/o potenziali".
Da
più tempo, ormai, anche su iniziativa di Bankitalia,
dovrebbe essere eliminato l'addebito delle commissioni di
massimi scoperto.
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Si
legge su "Il Giornale"
del 19 luglio u.s. questa nota - evidenziata - da un titolo
a grandi caratteri: "Massimo scoperto, quattro
banche nel mirino Antitrust".
"Questa volta l'Authority, cui spetta il compito
di tutelare i risparmiatori da pratiche commerciali scorrette,
teme che ci sia stata un'omissione o comunque un difetto di
informazione da parte di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps e
Bnl".
"Le banche saranno chiamate a spiegare le proprie ragioni
all'Antitrust ed eventualmente a "ravvedersi", non
tanto per evitare le sanzioni (500mila euro l'ammontare massimo)
ma per minimizzare le ricadute sull'immagine".
"Sempre meglio fare da soli che aspettare misure coercitive"
il monito di Draghi, a cui il presidente dell'Abi Corrado
Faissola aveva garantito "piena collaborazione".
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Gli
impegni "sacrosanti" assunti dalle Banche
e supportati dall'ABI, sembrano sostituire il massimo scoperto
con strumenti alternativi, difficili da "digerire"
dalla clientela.
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A
buon ragione Ennio Doris ha tenuto a dichiarare
che la Mediolanum non ha applicato e non
applica il massimo scoperto, nè studia modelli alternativi.
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Si
potrebbe concludere che Intesa Sanpaolo,
Unicredit- Banca di Roma, Monte dei
Paschi e Bnl sembrano state colte
con "le dita nella marmellata".
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