|
Nel
Comunicato Stampa della Banca si legge:
"Su richiesta della Consob e in aggiunta a quanto
già segnalato con i precedenti comunicati del 14 e
16 luglio c.a., questa Banca precisa che gli interventi richiesti
dalla Banca d'Italia prevedono un intervento a livello statutario
che riguarderà in particolare le tematiche della riduzione
del numero complessivo degli amministratori della Capogruppo,
della rimodulazione del premio di maggioranza per la lista
risultante più votata, della modifica di taluni quorum
assembleari, della valorizzazione e sviluppo delle figure
degli amministratori indipendenti nell'ottica dell'ottimizzazione
della governance e di una più marcata distinzione dei
ruoli svolti dall'organo amministrativo e dal management della
Banca".
E'
indubbio che Draghi, in qualche misura, impone alla Banca
una serie di modifiche allo Statuto, modifiche che, ovviamente,
dovranno essere sottoposte ad una assemblea straordinaria
con l'obbligo di doverose approvazioni. Vietato
votare contro.
Si
può e si deve discutere se rientra nei poteri di Bankitalia
interferire in modo così pesante sulla
gestione di una Banca, per di più Popolare.
L'interferenza
di Draghi è netta e gravida di non si capisce quali
sanzioni nel caso in cui l'assemblea dissenta.
E'
opportuno ricordare che nella Società è presente
un forte sindacato di azionisti minori, molto spesso, in contrasto
con gli Amministratori.
Se
l'assemblea approverà le modifiche allo statuto, una
delibera "imposta" - Consob avallando -
ha tutti i crismi per essere impugnata?
Una
modifica - ad esempio - sul quorum assembleare potrebbe -
o dovrebbe - far testo per tutte le Popolari?
Comunque
sia, stà di fatto che l'intervento di Draghi costituisce,
quanto meno, un dictat irrituale.
|