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Sul
"piano" Unicredito è stato ampiamente
riferito dalla stampa.
I
giudizi sono stati - come era naturale - contrastanti, non
sono mancati rilievi molto puntuali.
Unicredito
naviga in "acque agitate" con
i conti che contrariamente al solito vacillano. Per ridimensionare
i costi sono state previste riduzioni significative di organici.
E'
un pò la solita storia! Per ridurre i costi si licenziano
i dipendenti!
Avrebbe
fatto piacere apprendere che il piano di ristrutturazione
fosse stato elaborato non soltanto da "dirigenti"
con qualificate scrivanie, portatori di specifiche esperienze,
ma con rappresentanti "del fare" in confronto
con quelli "del dire".
L'Amministartore
Delegato Profumo non si preoccupa per il
calo del titolo in Borsa, trincerandosi in una specie di attesa
che secondo lui dovrebbe avvenire "quando il Mercato
capirà".
Intanto
se è pur vero che i "bancari" sono
in qualche misura penalizzati nell'andamento dei titoli, è
altrettanto vero che l'azione Unicredito che il 28/07/07 quotava
€ 6,08, ad un anno è scesa ad € 3,73.
La
"calma" di Profumo trova conforto nel silenzio
del Consiglio di Amministrazione compresi i Consiglieri indipendenti
e, soprattutto, delle Fondazioni portatrici della maggioranza.
Chi
stà perdendo soldi con la quotazione del titolo si
consoli, pensi a Profumo ed alla sua certezza che "il
Mercato capirà".
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