(Giugno/2008)
ASSO DI PICCHE
 
Banche
pegno in azioni


Si consolida la frequenza di Istituti finanziari che concedono affidamenti alle Società - anche quotate - ricevendone in pegno pacchetti azionari anche rilevanti senza, tuttavia, alcun peso nella gestione.

L'ampliarsi di questa prassi coinvolge, ormai, un numero rilevante di Istituti e di Società.

E' del tutto ovvio che in caso del mancato rispetto del termine del finanziamento, ovvero, del rientro della Società finanziata, non sempre, ed anzi, sempre più spesso, la Banca detiene in pegno azioni non agevolmente negoziabili. In questo caso, spesso, l'importo del pegno viene convertito in aumento di capitale a condizioni pre-concordate.

Il altri casi il rientro è tutt'altro che agevole come stà sperimentando la BIM per soldi dati a Coppola e - per lui - all'Ipi.

Nella fattispecie si legge di un intervento sull'Ipi con l'ipotesi - peraltro non ancora confermata - del lancio da parte della Bim sulla Ipi.

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L'idea errata è nel presupposto che il pegno sia una forma di garanzia.

La verità è che alla base di un finanziamento deve esserci una accurata valutazione del piano di rientro, il caso Coppola insegna.