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Si
consolida la frequenza di Istituti finanziari che concedono
affidamenti alle Società - anche quotate - ricevendone
in pegno pacchetti azionari anche rilevanti senza, tuttavia,
alcun peso nella gestione.
L'ampliarsi
di questa prassi coinvolge, ormai, un numero rilevante di
Istituti e di Società.
E'
del tutto ovvio che in caso del mancato rispetto del termine
del finanziamento, ovvero, del rientro della Società
finanziata, non sempre, ed anzi, sempre più spesso,
la Banca detiene in pegno azioni non agevolmente negoziabili.
In questo caso, spesso, l'importo del pegno viene convertito
in aumento di capitale a condizioni pre-concordate.
Il
altri casi il rientro è tutt'altro che agevole come
stà sperimentando la BIM per soldi
dati a Coppola e - per lui - all'Ipi.
Nella
fattispecie si legge di un intervento sull'Ipi con l'ipotesi
- peraltro non ancora confermata - del lancio da parte della
Bim sulla Ipi.
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L'idea
errata è nel presupposto che il pegno sia una forma
di garanzia.
La
verità è che alla base di un finanziamento deve
esserci una accurata valutazione del piano di rientro, il
caso Coppola insegna.
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